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Loc Mulliez

Questa seconda parte dedicata ai membri della CCIF di Marsiglia ci permetterà di conoscere Loïc Mulliez,direttore di DmcTouch, importante società di promozione turistica al servizio dei professionisti del settore.

Innanzitutto qualche parola sul suo lavoro, sig. Mulliez. In cosa consiste e come ha cominciato? Dopo oltre 20 anni di rappresentanza commerciale per le DMC (Destination Management Company, ndr), ovvero i corrispettivi locali dei professionisti del turismo francesi, ho capito che la creazione di un consorzio italiano fosse la migliore offerta possibile da sviluppare per le agenzie di questo tipo. In realtà, la complessità e l'immensità del territorio italiano non permettono necessariamente ad un rappresentante napoletano di essere presente a Venezia o in Sicilia, e viceversa. DmcTouch ha scrupolosamente selezionato qualche partner regionale in Italia, soprattutto in Sicilia, in Puglia e a Sorrento per raggiungere l'eccellenza in queste regioni. Con DmcTouch, oggi commercializziamo i marchi dei nostri partner in tutta la Francia, ed essendo questi dei professionisti del settore, li aiutiamo ad introdursi nel mercato francese.

DmcTouch production e l'Italia: una vera passione? La passione per questo paese mi ha sempre fatto desiderare di sviluppare un'offerta turistica su misura, lontana da sentieri già battuti e offrendo innanzitutto luoghi nuovi ed inesplorati. La nostra regolare presenza sul territorio ci fa guadagnare in credibilità di fronte alle agenzie di viaggio francesi che sono nostre clienti, organizzando viaggi di gruppo per associazioni, comitati ed imprese.

Quali sono i vostri punti di forza? Poter offrire viaggi di alto profilo per società di un certo rilievo e che desiderano organizzare meeting, congressi o altri tipi di eventi in Italia. I nostri partner sono abituati a gestire gruppi molto numerosi e noi li aiutiamo per la realizzazione di un progetto e per la scelta dei luoghi da proporre. Inoltre i nostri clienti beneficiano di una vera e propria assistenza, e di consigli per scoprire l'Italia autentica, lontano dagli schemi del turismo di massa.

Loïc Mulliez e l’Italia: in che rapporti è con il Belpaese? Conoscevo già la regione del Lazio attraverso i miei legami familiari, ma ho avuto l'opportunità di restare per qualche anno a Cefalù, vicino Palermo. Fu un periodo molto istruttivo e sorprendente dato che l'isola ospita tante differenti culture. Non starò a farvi la storia dell'isola, basta guardare un qualsiasi episodio del commissario Montalbano per calarvisi dentro. Questa provincia siciliana è ben curata, ricca di paesaggi fantastici come la riserva di Vendicari, non lontana da Noto, oppure l'Isola delle Correnti, la punta più a sud dell'Isola. Per non parlare dell'aspetto gastronomico, che come tutti sanno è un requisito nazionale. La qualità dei prodotti di Sicilia (olio d'oliva, pomodori di Pachino, bottarga, vino...) è tale che anche quando si è in gita turistica, è impossibile non approfittarne.

Come saprete, questa rubrica è anche un modo per condividere gli interessi, le convinzioni e le passioni degli uomini e delle donne che fanno vivere l'impresa e che contribuiscono allo sviluppo della CCIF di Marsiglia. É pronto per un questionario di Proust all'italiana? Certo, iniziamo.

Anzitutto, quel è il tratto principale del suo carattere? Ho un carattere molto puntiglioso, amo le cose fatte bene e amo raccogliere le sfide

La qualità che preferisce negli altri? L'onestà

Il suo maggior difetto? Sono ansioso, non ho pazienza

La sua idea di felicità? In riva al mare o in alta montagna, a contemplare il paesaggio, lontano dalla folla

Se potesse essere un'altra persona, chi sarebbe? Skipper o comandante di bordo di una grande nave, per fare il giro del mondo

La canzone italiana preferita? Amo molto i Subsonica, originari di Torino, giovani e dinamici. Li ho visti spesso in concerto.

Il film italiano preferito? Vacanze romane, senza dubbio, con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Adoro questa commedia romantica sull'amore impossibile tra una principessa ed un giornalista.

L'attrice italiana preferita? Valeria Golino

L'attore italiano preferito? Luca Zingaretti: il suo successo è indescrivibile e le sceneggiature di Camilleri sono fantastiche.

Piatto e bevanda preferiti della cucina italiana? Le casarecce alla Bottarga di tonno, magari da degustare al porto di Marzammeni con un bianco Angimbé della cooperativa Cusumano, vicino Trapani.

Quale città italiana l'ha colpita maggiormente? Matera, in Basilicata. Strabiliante! Non mi stupisce che sia stata scelta come Capitale della cultura europea.

Quale monumento o opera d'arte rappresenta meglio l'Italia? La cappella Sansevero a Napoli ed il suo Cristo velato

Che cosa apprezza di più negli italiani? Il senso dell'ospitalità e la cultura del servizio

E la cosa che invece detesta di più (sinceramente!)? La presunzione ed il gusto per l'apparenza ad oltranza, che anche può avere il suo fascino, ma senza esagerare

Il suo colore preferito? Il nero

Lo scrittore italiano preferito? Carlo Levi, soprattutto Cristo si è fermato a Eboli

Chi è, nella vita reale, l'eroe al quale si ispira? Kilian Jornet, uno sportivo spagnolo, specialista di sci alpino, ultra-trail e corsa in montagna. Qualcuno di sovrumano, capace di superare vette impossibili.

La dote naturale che avrebbe voluto avere? Le mani ed il talento di Raffaello

La virtù più importante? L'umiltà

Il suo motto? Avanti e forza!

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Apertura, dialogo e capacità di guardare con profondità al mondo che lo circonda. Sébastien FRANCES – socio presso LM PRODUCTION di Marsiglia-, ci condivide in questa intervista il suo impegno professionale e le sue convinzioni più profonde. Ritratto di un uomo che sa essere leggero ed impegnato nello stesso tempo.

Per incominciare, parliamo un po’ della sua attuale attività. Può dirci brevemente in cosa consiste? Da oltre sei anni sono socio di un'impresa commerciale specializzata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti per la casa. Tutti i prodotti (insetticidi, spugne, tovaglioli, deodoranti per l'ambiente, candele) sono fabbricati in Italia e venduti ad un marchio d'impresa (come Hyper e altri supermercati). Si tratta di "prodotti a marchio del distributore" (M.D.D.). In pratica LM è rivenditore per la Francia (ed il Belgio) di queste piccole e medie imprese italiane che non hanno la struttura adatta per accedere al mercato francese.

Può dirci qualcosa, sulle grandi linee dello sviluppo futuro di «LM production», e in che modo l'Italia rientra nella strategia della sua azienda? Direi semplicemente, che l'Italia è al centro dello sviluppo aziendale. I nostri partner industriali, con i quali firmiamo accordi di rappresentanza per un determinato settore, sono tutti italiani. Si chiederà perché? Semplicemente perché gli italiani sono i migliori in questo settore ed apportano un valore aggiunto al mercato. E poi c’è da dire che concretamente l'Italia dispone ancora di un tessuto di piccole e medie imprese (spesso a conduzione familiare con un fatturato compreso tra i 40 ed i 300 milioni di euro), che sanno adattarsi alle esigenze dei mercati esteri. Credo che lo stesso Dna dell'imprenditore italiano, la sua curiosità, la sua ambizione, il suo sapere ascoltare ma soprattutto la flessibilità e la capacità di adattarsi a ogni situazione (anche le più complesse), risponda pienamente al nostro modo di percepire il mercato.

Nel suo percorso professionale, si può chiaramente parlare di un "periodo italiano" grazie ai due anni trascorsi a Milano in seno alla società Autogrill. Quale ricordo professionale l'ha maggiormente segnata nella scoperta di una città così importante come Milano, capitale economica d'Italia? In effetti, dopo dieci anni nella sede di Autogrill France a Marsiglia, i due anni con la mia famiglia a Milano, nella sede del Gruppo, hanno rappresentato per me un vero e proprio trampolino di lancio. Non ringrazierò mai abbastanza i dirigenti che mi hanno dato fiducia e aiutato a portare a buon fine questo progetto. L'immersione completa in una realtà è un'esperienza straordinaria e Milano è una città molto aperta, internazionale, culturalmente ricca, ma a condizione che ci sforziamo di scoprirne l’identità. Adoro questa città: la settimana del design, per esempio, è un evento che consiglio a tutti. L’Artigiano in fiera a dicembre è imperdibile, le esposizioni della Triennale a Parco Sempione sono sempre variegate e ricche. L'Expo 2015, poi, ha rafforzato il dinamismo di questa città. Vorrei aggiungere che alcuni tra gli italiani incontrati in questo periodo sono diventati ormai amici che ancora oggi frequento, e i nostri stessi figli mantengono vivi rapporti di amicizia. Questa è una vera ricchezza!

Lei fa anche prova di un grande impegno a livello associativo. La sua storia personale inizia come animatore negli Scout di Francia, poi segretario dell'associazione degli ex allievi del Collège de Provence, sempre come volontario ed infine, da qualche anno, amministratore e tesoriere, della Camera di Commercio italiana per la Francia a Marsiglia. Qual è la principale motivazione di questo suo impegno? Credo sinceramente che oggi essere attori dove si vive, significa passare attraverso l'impegno sociale. È quello che dico sempre ai miei figli e a tutti i giovani che incontro. La vita familiare e la vita professionale, pur restando ovviamente predominanti, devono arricchirsi grazie alle azioni, ai progetti che ci impegnano nel tessuto associativo. Anche lì, tanti incontri diversi e gratificanti. La Camera di Commercio italiana permette di unire i progetti "business" bilaterali Italia-Francia, all'interno di una struttura molto ben organizzata e con una dimensione internazionale alla quale sono molto attaccato. Tutte le persone che vi lavorano e animano questa struttura, hanno grande professionalità e capacità di sapersi mettere sempre in discussione, e proprio grazie a questo adattarsi all'ambiente circostante. L'attività con gli Scout è stata essenziale, perché mi ha permesso di restare in contatto con i giovani di oggi che hanno aspirazioni e ambizioni differenti dalle nostre (e meno male!). Infine, con tre amici abbiamo preso in mano l'associazione degli ex allievi del collegio Gesuita nel quale ho trascorso dodici anni. Anche qui, si tratta di creare dei ponti tra alunni di scuole medie e superiori e gli studenti universitari con il mondo del lavoro. Credo molto in questa necessità di trasmettere. Del resto, non è forse vero che si matura e si cresce grazie ai rapporti con gli altri? In ognuno di questi impegni, prima ancora che di donare ho sempre l'impressione di ricevere.

Parliamo adesso un po' di lei. Questa rubrica, d'altronde, vuole essere una finestra, certo, sull'attività commerciale dei soci della CCIFM, ma anche un modo di condividere interessi, idee e passioni di uomini e donne che fanno vivere l’impresa e che contribuiscono allo sviluppo della CCIF di Marsiglia. Per questo abbiamo pensato ad un questionario di Proust con qualche tocco italiano. Ci sta? Con molto piacere.

Anzitutto, qual è il tratto principale del suo carattere? Ho un carattere altruista, in tutto ciò che faccio, funziono in modo disinteressato, anche se credo molto nella riconoscenza reciproca sul lungo termine.

La qualità che preferisce negli altri? La capacità di ascoltare, senza dubbio.

Il suo maggior difetto? Non riesco a dire di no. Mia moglie aggiungerebbe che sono un ritardatario.

La sua idea di felicità? La felicità passa necessariamente attraverso la mia famiglia, in un ambiente semplice e senza wifi (sia per i figli che per i genitori)

Se potesse essere un'altra persona, chi sarebbe? Un falegname, un maestro d'ascia nei cantieri nautici di Carlo Riva, sul lago d'Iseo. Sono affascinato dai mestieri manuali e poi per me Riva è l'emblema del lusso.

La canzone italiana preferita? Mi piace molto Jovanotti e tutte le canzoni del suo album “Ora” che ascolto in continuazione.

Il film italiano preferito? Un film di Ozpetek: Mine vaganti, una commedia leggera che affronta anche temi più seri, con al centro una famiglia italiana di industriali pugliesi. Una vera bomba a orologeria!

L'attrice italiana preferita? Senza dubbio Monica Bellucci

L'attore italiano? Anche qui, preferisco un contemporaneo come Nanni Moretti che coniuga bene il ruolo di attore, sceneggiatore e regista. Per me resta senza dubbio uno dei personaggi di maggior spicco del cinema italiano.

Piatto e bevanda preferiti della cucina italiana? Gli agnolotti della regione delle Langhe, nature oppure al tartufo, quando la stagione lo permette. Per il vino, direi un bel Nebbiolo delle colline della Morra.

Quale città italiana l'ha colpita maggiormente? Milano, certamente. È una città con tante facce differenti.

Quale monumento o opera d'arte rappresenta meglio l'Italia? Il Cenacolo, senza dubbio. Ogni volta che lo vedo, è una rivelazione.

Che cosa apprezza di più negli italiani? La loro accoglienza e il buonumore. Sul lavoro invece, la loro capacità di realizzare l'impossibile.

E la cosa che invece detesta di più (sinceramente!)? Il rispetto della gerarchia e le troppe convenzioni sociali. Forse perché in Italia non c'è mai stata una rivoluzione come quella del 14 luglio 1789?

Il suo colore preferito? Il blu

Lo scrittore italiano preferito? Mi vergogno un po' ma sarò sincero: Carducci, De Amicis sono nomi che più che altro mi evocano strade e stazioni. Rimasi molto colpito dalla lettura di Primo Levi, Se questo è un uomo e, più recentemente, le analisi del giornalista Alberto Toscano che ho avuto il piacere di ascoltare nel 2009 a Milano.

Chi è, nella vita reale, l'eroe al quale si ispira? Qui, senza esitare, dico mia moglie. Mi piace questa sua capacità di arrivare sempre a coniugare tutto, con allegria e con semplicità: la vita professionale (fa il medico specialista in un grande ospedale di Marsiglia) la sua vita familiare (abbiamo quattro figli dai 3 ai 16 anni), e la sua vita sociale con la sua cerchia di amici.

La dote naturale che avrebbe voluto avere? L'orecchio musicale (anche se dicono che ci si può lavorare su).

La virtù più importante? Il coraggio di affrontare in tutta umiltà le sfide che ci aspettano.

Il suo motto? Quello degli scout: "Sempre pronto".