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Apertura, dialogo e capacità di guardare con profondità al mondo che lo circonda. Sébastien FRANCES – socio presso LM PRODUCTION di Marsiglia-, ci condivide in questa intervista il suo impegno professionale e le sue convinzioni più profonde. Ritratto di un uomo che sa essere leggero ed impegnato nello stesso tempo.

Per incominciare, parliamo un po’ della sua attuale attività. Può dirci brevemente in cosa consiste?
Da oltre sei anni sono socio di un'impresa commerciale specializzata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti per la casa. Tutti i prodotti (insetticidi, spugne, tovaglioli, deodoranti per l'ambiente, candele) sono fabbricati in Italia e venduti ad un marchio d'impresa (come Hyper e altri supermercati). Si tratta di "prodotti a marchio del distributore" (M.D.D.). In pratica LM è rivenditore per la Francia (ed il Belgio) di queste piccole e medie imprese italiane che non hanno la struttura adatta per accedere al mercato francese.

Può dirci qualcosa, sulle grandi linee dello sviluppo futuro di «LM production», e in che modo l'Italia rientra nella strategia della sua azienda?
Direi semplicemente, che l'Italia è al centro dello sviluppo aziendale. I nostri partner industriali, con i quali firmiamo accordi di rappresentanza per un determinato settore, sono tutti italiani. Si chiederà perché? Semplicemente perché gli italiani sono i migliori in questo settore ed apportano un valore aggiunto al mercato. E poi c’è da dire che concretamente l'Italia dispone ancora di un tessuto di piccole e medie imprese (spesso a conduzione familiare con un fatturato compreso tra i 40 ed i 300 milioni di euro), che sanno adattarsi alle esigenze dei mercati esteri. Credo che lo stesso Dna dell'imprenditore italiano, la sua curiosità, la sua ambizione, il suo sapere ascoltare ma soprattutto la flessibilità e la capacità di adattarsi a ogni situazione (anche le più complesse), risponda pienamente al nostro modo di percepire il mercato.

Nel suo percorso professionale, si può chiaramente parlare di un "periodo italiano" grazie ai due anni trascorsi a Milano in seno alla società Autogrill. Quale ricordo professionale l'ha maggiormente segnata nella scoperta di una città così importante come Milano, capitale economica d'Italia?
In effetti, dopo dieci anni nella sede di Autogrill France a Marsiglia, i due anni con la mia famiglia a Milano, nella sede del Gruppo, hanno rappresentato per me un vero e proprio trampolino di lancio. Non ringrazierò mai abbastanza i dirigenti che mi hanno dato fiducia e aiutato a portare a buon fine questo progetto. L'immersione completa in una realtà è un'esperienza straordinaria e Milano è una città molto aperta, internazionale, culturalmente ricca, ma a condizione che ci sforziamo di scoprirne l’identità.
Adoro questa città: la settimana del design, per esempio, è un evento che consiglio a tutti. L’Artigiano in fiera a dicembre è imperdibile, le esposizioni della Triennale a Parco Sempione sono sempre variegate e ricche. L'Expo 2015, poi, ha rafforzato il dinamismo di questa città. Vorrei aggiungere che alcuni tra gli italiani incontrati in questo periodo sono diventati ormai amici che ancora oggi frequento, e i nostri stessi figli mantengono vivi rapporti di amicizia. Questa è una vera ricchezza!

Lei fa anche prova di un grande impegno a livello associativo. La sua storia personale inizia come animatore negli Scout di Francia, poi segretario dell'associazione degli ex allievi del Collège de Provence, sempre come volontario ed infine, da qualche anno, amministratore e tesoriere, della Camera di Commercio italiana per la Francia a Marsiglia. Qual è la principale motivazione di questo suo impegno?
Credo sinceramente che oggi essere attori dove si vive, significa passare attraverso l'impegno sociale. È quello che dico sempre ai miei figli e a tutti i giovani che incontro. La vita familiare e la vita professionale, pur restando ovviamente predominanti, devono arricchirsi grazie alle azioni, ai progetti che ci impegnano nel tessuto associativo. Anche lì, tanti incontri diversi e gratificanti. La Camera di Commercio italiana permette di unire i progetti "business" bilaterali Italia-Francia, all'interno di una struttura molto ben organizzata e con una dimensione internazionale alla quale sono molto attaccato. Tutte le persone che vi lavorano e animano questa struttura, hanno grande professionalità e capacità di sapersi mettere sempre in discussione, e proprio grazie a questo adattarsi all'ambiente circostante.
L'attività con gli Scout è stata essenziale, perché mi ha permesso di restare in contatto con i giovani di oggi che hanno aspirazioni e ambizioni differenti dalle nostre (e meno male!).
Infine, con tre amici abbiamo preso in mano l'associazione degli ex allievi del collegio Gesuita nel quale ho trascorso dodici anni. Anche qui, si tratta di creare dei ponti tra alunni di scuole medie e superiori e gli studenti universitari con il mondo del lavoro. Credo molto in questa necessità di trasmettere. Del resto, non è forse vero che si matura e si cresce grazie ai rapporti con gli altri? In ognuno di questi impegni, prima ancora che di donare ho sempre l'impressione di ricevere.

Parliamo adesso un po' di lei. Questa rubrica, d'altronde, vuole essere una finestra, certo, sull'attività commerciale dei soci della CCIFM, ma anche un modo di condividere interessi, idee e passioni di uomini e donne che fanno vivere l’impresa e che contribuiscono allo sviluppo della CCIF di Marsiglia.
Per questo abbiamo pensato ad un questionario di Proust con qualche tocco italiano. Ci sta?

Con molto piacere.

Anzitutto, qual è il tratto principale del suo carattere?
Ho un carattere altruista, in tutto ciò che faccio, funziono in modo disinteressato, anche se credo molto nella riconoscenza reciproca sul lungo termine.

La qualità che preferisce negli altri?
La capacità di ascoltare, senza dubbio.

Il suo maggior difetto?
Non riesco a dire di no. Mia moglie aggiungerebbe che sono un ritardatario.

La sua idea di felicità?
La felicità passa necessariamente attraverso la mia famiglia, in un ambiente semplice e senza wifi (sia per i figli che per i genitori)

Se potesse essere un'altra persona, chi sarebbe?
Un falegname, un maestro d'ascia nei cantieri nautici di Carlo Riva, sul lago d'Iseo. Sono affascinato dai mestieri manuali e poi per me Riva è l'emblema del lusso.

La canzone italiana preferita?
Mi piace molto Jovanotti e tutte le canzoni del suo album “Ora” che ascolto in continuazione.

Il film italiano preferito?
Un film di Ozpetek: Mine vaganti, una commedia leggera che affronta anche temi più seri, con al centro una famiglia italiana di industriali pugliesi. Una vera bomba a orologeria!

L'attrice italiana preferita?
Senza dubbio Monica Bellucci

L'attore italiano?
Anche qui, preferisco un contemporaneo come Nanni Moretti che coniuga bene il ruolo di attore, sceneggiatore e regista. Per me resta senza dubbio uno dei personaggi di maggior spicco del cinema italiano.

Piatto e bevanda preferiti della cucina italiana?
Gli agnolotti della regione delle Langhe, nature oppure al tartufo, quando la stagione lo permette. Per il vino, direi un bel Nebbiolo delle colline della Morra.

Quale città italiana l'ha colpita maggiormente?
Milano, certamente. È una città con tante facce differenti.

Quale monumento o opera d'arte rappresenta meglio l'Italia?
Il Cenacolo, senza dubbio. Ogni volta che lo vedo, è una rivelazione.

Che cosa apprezza di più negli italiani?
La loro accoglienza e il buonumore. Sul lavoro invece, la loro capacità di realizzare l'impossibile.

E la cosa che invece detesta di più (sinceramente!)?
Il rispetto della gerarchia e le troppe convenzioni sociali. Forse perché in Italia non c'è mai stata una rivoluzione come quella del 14 luglio 1789?

Il suo colore preferito?
Il blu

Lo scrittore italiano preferito?
Mi vergogno un po' ma sarò sincero: Carducci, De Amicis sono nomi che più che altro mi evocano strade e stazioni. Rimasi molto colpito dalla lettura di Primo Levi, Se questo è un uomo e, più recentemente, le analisi del giornalista Alberto Toscano che ho avuto il piacere di ascoltare nel 2009 a Milano.

Chi è, nella vita reale, l'eroe al quale si ispira?
Qui, senza esitare, dico mia moglie. Mi piace questa sua capacità di arrivare sempre a coniugare tutto, con allegria e con semplicità: la vita professionale (fa il medico specialista in un grande ospedale di Marsiglia) la sua vita familiare (abbiamo quattro figli dai 3 ai 16 anni), e la sua vita sociale con la sua cerchia di amici.

La dote naturale che avrebbe voluto avere?
L'orecchio musicale (anche se dicono che ci si può lavorare su).

La virtù più importante?
Il coraggio di affrontare in tutta umiltà le sfide che ci aspettano.

Il suo motto?
Quello degli scout: "Sempre pronto".