Attualità

Eurogruppo

Mercoledì 21 novembre, la Commissione Europea ha respinto la manovra economica dell'Italia a causa del debito eccessivo, ventilando anche eventuali sanzioni finanziarie. Il premier Giuseppe Conte promette modifiche, ma nessun cambiamento di rotta. « In una situazione di debito così elevata, l'Italia prevede ulteriori e importanti debiti invece di puntare alla prudenza finanziaria richiesta» ha detto il vice presidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, sottolineando il «rischio che il Paese affondi ciecamente nell'instabilità». Il governo italiano prevede un deficit pubblico al 2,4% del Pil nel 2019, poi una riduzione al 2,1% nel 2020, previsioni giudicate irreali dalla Commissione: secondo il suo parere, il deficit si assesterà al 2,9% del Pil nel 2019, poi al 3,1% nel 2020. La Commissione Europea stima che la manovra proposta dal governo italiano non permetterà la riduzione del debito, ora pari al 130% del Pil. Da Roma, il vice premier Matteo Salvini ha commentato il rifiuto europeo (già largamente previsto): «Vi risponderemo spiegando in dettaglio la manovra, le riforme, gli investimenti».

Lusso

L'industria della moda e del lusso si rinnova con una crescita dinamica e chiuderà il 2018 con un aumento dell'8% a livello mondiale, consolidando un'espansione avviata già nel 2017. Le imprese del lusso hanno registrato un tasso di crescita del 6,4% nel periodo 2014-2017, contro un 4,8% per le attività non legate al lusso (fascia bassa, media e premium). La dimensione media delle imprese del lusso è di 624 milioni di euro contro i 257 milioni per le piccole-medie imprese del "non-lusso". Ciò indica che in Italia il sistema per "creare" il lusso è più semplice e favorevole. Numerose imprese continuano a produrre (o si sono trasferite) in Italia: una ricollocazione che raggiunge l'85% e il sistema made in Italy è in costante aumento. D'altro canto, delle imprese non specializzate nel lusso, solo il 13% produce in Italia e la cifra è diminuita nel 2017. Questo squilibrio è egualmente visibile in termini di destinazione delle esportazioni: le vendite delle aziende del lusso sono destinate per il 38% all'Italia e all'Europa, mentre il 62% vengono esportare fuori dall'Europa.

autostrade

Dopo una prima fase denominata "studio pilota", utile per la messa in servizio e la calibrazione del sistema, la A35 verrà completamente elettrificata così da permettere a tutti i veicoli pesanti di connettersi alla rete elettrica e spostarsi senza inquinare. L'idea è nata dalla società Scania e prevede l'installazione (in entrambi i sensi di marcia) di una linea elettrica sospesa che permetta l'alimentazione dei camion in circolazione. Il sistema, già testato in Svezia e Germania, ricorda quello più noto dei trolleybus: grazie ad un pantografo e ad un gruppo motopropulsore ibrido, i veicoli potranno alimentare un motore elettrico. Il progetto di 6 km dell'autostrada A35 Brebemi (che collega Brescia a Milano) si appoggerà a dei sistemi di distribuzione elettrica che saranno realizzati all'esterno della piattaforma autostradale, con una linea di contatto a corrente continua di 600-750 V, costruita al di sopra della strada, ad un'altezza di circa 5,5 metri. Una rivoluzione copernicana con tre diversi aspetti: culturale, economico e ambientale. Cambiare il rapporto degli utenti con l'ecologia, ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e aumentare la competitività delle imprese. Il risparmio di diesel farà bassare i prezzi dei trasporti del 30-40% in media. Si tratta di un progetto economicamente oneroso: il costo per 1 km di autostrada sarà di 1 milione di euro ed elettrificare il totale della A35 costerà circa 150 milioni. I ministeri italiani dei Trasporti e dell'ambiente saranno entrambi coinvolti nel progetto. La scelta dell'A35 si giustifica in parte per la modernità di questo troncone autostradale e in parte per ragioni geografiche: si situa nel cuore del mercato nazionale ed europeo dei servizi logistici ed è dunque uno dei più esposti in Europa ai fattori dell'inquinamento. Siemens, altro responsabile di questo progetto, stima che le emissioni di CO2 nel settore dei trasporti sarebbero ridotte di 6 milioni di tonnellate se il 30% del traffico dei carichi pesanti potesse infine venire elettrificato.

Salone nautico

Un’edizione ottima non solo dal punto di vista dei visitatori e degli affari, ma anche in termini di indotto della Provincia di Genova e di marketing territoriale dell'intera Liguria, in un momento sicuramente critico per tutta l'area. Nel periodo dal 10 al 30 settembre per le diverse fasi (allestimento, manifestazione), l’indotto prodotto dal Salone Nautico sul territorio della città di Genova e della Regione supera i 60 milioni di euro, senza contare le attività organizzate tutto l'anno per manifestazioni sportive, formazione, prove di imbarcazioni riconducibili allo stesso Salone Nautico. Ancora sul fronte cittadino, i numeri importanti che hanno certificato il successo indiscusso della manifestazione - con 174.610 visitatori, +16% in più rispetto allo scorso anno - hanno eco nei 73 eventi organizzati in città nell’ambito del calendario GenovaInBlu. Il Salone Nautico è stato inoltre il palcoscenico per 620 eventi organizzati tra convegni ForumUCINA, seminari, conferenze e feste degli espositori. Genova si conferma sempre più come location permanente per la nautica da diporto. A partire dal mese di ottobre, prenderà il via il programma di promozione internazionale del Salone Nautico e della città di Genova presso i principali saloni esteri: l’Ibex Show a Tampa (Florida), il Fort Lauderdale Boat Show, il METS Trade di Amsterdam, il Boot di Düsseldorf.

Milano imprese

In due anni, dal 2016 al 2018, le società milanesi iscritte al registro delle imprese sono aumentate del 3,5%, passando da 199mila a 206mila. Il 25% di queste, risiedono nel centro storico (52mila imprese, un aumento del 4,5%). La zona Nord registra un incremento del 23% dell'attività. Il settore moda e design conta 112mila imprese, il cui epicentro si situa nei quartieri del Quadrilatero e di Brera, dove si concentrano 1677 imprese (il 10% del totale). I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano mostrano un aumento di 1000 imprese nell'universo della moda. Inoltre, sulle 206mila imprese registrate, 31mila appartengono al settore smart city (imprese che si occupano di servizi e innovazioni che vanno dalla tecnologia all'efficienza energetica allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone).

macchine

Nei primi mesi del 2018, le esportazioni di macchinari "Made in Italy" hanno visto una crescita del 16,9% totale, ovvero 423,9 milioni di euro. Le cifre mostrano degli aumenti in quasi tutti i settori: sterramento (+26,6 %), costruzione di strade (+62 %), cemento (+9,8 %), granulati (+7,5 %) e gru a torre (+9,5 %). Solo le esportazioni di macchinari per la trivellazione sono leggermente diminuite (-2,7 %). I mercati interessati da questa crescita sono l'Europa dell'Ovest (+15 %), il Nord America (+30,6 %) e l’Europa centrale e orientale insieme alla Turchia (+35,5 %). Il Medio Oriente (+53,1 %) e la Cina (+34,2 %) realizzano egualmente delle buone performance; gli ordini provenienti dalla Russia si sono nettamente rafforzati (+267,5 %). L'Africa resta a due velocità: le esportazioni verso i Paesi mediterranei mostrano un ribasso del 26,9%, mentre la crescita generalizzata nel resto del continente si assesta sul +17% su questo stesso periodo.

spumante

Le bottiglie di spumante italiano consumato all'estero nel 2017, si calcolano in 360 milioni di litri, con un aumento dell'11% delle spedizioni delle bollicine italiane, per un montante stimato di 1,4 miliardi di euro. Durante il decennio 2007-2017, le esportazioni di vini italiani sono aumentate del 69%, passando dai mercati locali (la UE rappresenta ormai il 51%, diverso dal 59% di 10 anni fa) a quelli più remoti. Fuori dai confini nazionali, i consumatori più fedeli sono gli inglesi, che non sembrano scoraggiati dalla Brexit e nel 2017 sono stati il primo mercato mondiale per gli spumanti italiani, con una quantità di bottiglie esportate che è aumentata del 13%, ben davanti agli Stati Uniti (15%) e la Germania con il suo +8%. Su un valore di 1,3 miliardi di euro di esportazioni, il giro d'affari è così distribuito:

  • 59 % Prosecco
  • 9 % l’Asti
  • 16 % altri spumanti AOC (DOP)
  • 15 % tutti gli altri prodotti

wind3

I russi di Veon hanno ceduto il 50% delle loro partecipazioni della società a CK Hutchison Holdings. La transazione finanziaria ha un valore di 2,45 miliardi di euro. La vendita, che avrà presto il via libera delle autorità di regolazione italiane ed europee, permetterà a Veon di ridurre il suo debito e di acquisire le attività di Gth in Pakistan e Bangladesh. La chiusura dell'operazione di vendita avverrà entro la fine del terzo trimestre 2018. Wind Tre è un operatore nato dalla fusione di Wind e 3 Italia. Wind era di proprietà dei russi di Veon (ex VimpelCom), mentre 3 Italia apparteneva a CK Hutchinson Holdings. L'accordo di fusione prevedeva un accordo congiunto tra le due parti che avrebbero conservato ciascuna il 50% delle azioni del nuovo operatore. In seguito, i cinesi che possedevano 3 Italia hanno acquisito la totalità del nuovo operatore. Per i clienti non cambierà alcunché, certo, ma ora che Wind Tre è nelle mani di un nuovo proprietario è possibile che certe strategie commerciali possano cambiare. La fusione, tuttavia, ha portato i suoi frutti permettendo al nuovo operatore di essere più competitivo sul complesso mercato della telefonia italiana. In effetti, malgrado la forte competitività, Win Tre ha chiuso il 2017 con una crescita dell'1,2 % a 2,211 miliardi di euro e un profitto di 954 milioni.

Salari

Stop per lo stipendio con i contanti. Da domenica 1° luglio, infatti, datori di lavoro o committenti non potranno più corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, "qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato". Lo stabilisce il comma 911 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre. "Al datore di lavoro o committente che viola l'obbligo" si legge nel comma 913, si applica una sanzione amministrativa tra 1.000 e 5.000 euro. Quindi, ogni datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione, "nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: A) bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore; B) strumenti di pagamento elettronico; C) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; D) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L'impedimento - viene sottolineato - s'intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni".

Ottica

L'Italia è il primo fabbricante al mondo di occhiali con una cifra d'affari di 3,8 miliardi di euro nel 2017 (+ 2,9% rispetto al 2016). Il 90% di questa cifra, ossia 3,73 miliardi di euro, viene dalle esportazioni (+ 3,2% rispetto al 2016).

Il polo degli occhiali di Belluno in Veneto è uno dei più importanti e prestigiosi d'Italia. Esso riunisce 286 aziende che danno lavoro a circa 11mila persone, il tutto in una zona molto strategica del Paese. L'80% della produzione nazionale di occhiali proviene dalla regione di Belluno. La sua storia inizia nel 1878, con la creazione della prima officina a Calalzo di Cadore, in provincia di Bellino: da allora, ad eccezione di qualche altra officina a nord di Treviso, il polo si è radicato praticamente in tutta la provincia, posizionandosi tra i principali motori dell'economia locale. Il polo si articola attorno alla regione di Cadore, Agordo, Longarone, Feltre e del bacino d'Alpago. I suoi punti di forza risiedono nella produzione di occhiai da vista, da sole, piccoli oggetti, macchine e attrezzature di fabbrica, trattamenti per la zincatura, astucci e lenti a contatto. Il polo occhiali resta l'attività economica più importante della provincia di Belluno e bisogna riconoscere che è riuscito a resistere alla crisi economica che dura da più di 5 anni, soprattutto grazie al dinamismo e alla vocazione internazionale delle imprese. L'Italia è la seconda esportatrice mondiale di occhiali dopo la Cina. Nel 2017 la cifra d'affari nazionale nel settore era pari a 3,8 miliardi di euro (+ 2,9% rispetto al 2016). Il 90% di questa cifra, ossia 3,73 miliardi di euro, viene dalle esportazioni (+ 3,2% rispetto al 2016). Il numero di imprese produttive si assesta sulle 863 unità. L'attività in questo campo, che rappresenta 84 miliardi di euro nel mondo, aumenterà del 55% nei prossimi 5 anni per arrivare a 128 miliardi, di cui il 35% nel settore premium, ovvero occhiali da sole e lenti a contatto firmati da marche di lusso.