Attualità

macchine

Nei primi mesi del 2018, le esportazioni di macchinari "Made in Italy" hanno visto una crescita del 16,9% totale, ovvero 423,9 milioni di euro. Le cifre mostrano degli aumenti in quasi tutti i settori: sterramento (+26,6 %), costruzione di strade (+62 %), cemento (+9,8 %), granulati (+7,5 %) e gru a torre (+9,5 %). Solo le esportazioni di macchinari per la trivellazione sono leggermente diminuite (-2,7 %). I mercati interessati da questa crescita sono l'Europa dell'Ovest (+15 %), il Nord America (+30,6 %) e l’Europa centrale e orientale insieme alla Turchia (+35,5 %). Il Medio Oriente (+53,1 %) e la Cina (+34,2 %) realizzano egualmente delle buone performance; gli ordini provenienti dalla Russia si sono nettamente rafforzati (+267,5 %). L'Africa resta a due velocità: le esportazioni verso i Paesi mediterranei mostrano un ribasso del 26,9%, mentre la crescita generalizzata nel resto del continente si assesta sul +17% su questo stesso periodo.

spumante

Le bottiglie di spumante italiano consumato all'estero nel 2017, si calcolano in 360 milioni di litri, con un aumento dell'11% delle spedizioni delle bollicine italiane, per un montante stimato di 1,4 miliardi di euro. Durante il decennio 2007-2017, le esportazioni di vini italiani sono aumentate del 69%, passando dai mercati locali (la UE rappresenta ormai il 51%, diverso dal 59% di 10 anni fa) a quelli più remoti. Fuori dai confini nazionali, i consumatori più fedeli sono gli inglesi, che non sembrano scoraggiati dalla Brexit e nel 2017 sono stati il primo mercato mondiale per gli spumanti italiani, con una quantità di bottiglie esportate che è aumentata del 13%, ben davanti agli Stati Uniti (15%) e la Germania con il suo +8%. Su un valore di 1,3 miliardi di euro di esportazioni, il giro d'affari è così distribuito:

  • 59 % Prosecco
  • 9 % l’Asti
  • 16 % altri spumanti AOC (DOP)
  • 15 % tutti gli altri prodotti

wind3

I russi di Veon hanno ceduto il 50% delle loro partecipazioni della società a CK Hutchison Holdings. La transazione finanziaria ha un valore di 2,45 miliardi di euro. La vendita, che avrà presto il via libera delle autorità di regolazione italiane ed europee, permetterà a Veon di ridurre il suo debito e di acquisire le attività di Gth in Pakistan e Bangladesh. La chiusura dell'operazione di vendita avverrà entro la fine del terzo trimestre 2018. Wind Tre è un operatore nato dalla fusione di Wind e 3 Italia. Wind era di proprietà dei russi di Veon (ex VimpelCom), mentre 3 Italia apparteneva a CK Hutchinson Holdings. L'accordo di fusione prevedeva un accordo congiunto tra le due parti che avrebbero conservato ciascuna il 50% delle azioni del nuovo operatore. In seguito, i cinesi che possedevano 3 Italia hanno acquisito la totalità del nuovo operatore. Per i clienti non cambierà alcunché, certo, ma ora che Wind Tre è nelle mani di un nuovo proprietario è possibile che certe strategie commerciali possano cambiare. La fusione, tuttavia, ha portato i suoi frutti permettendo al nuovo operatore di essere più competitivo sul complesso mercato della telefonia italiana. In effetti, malgrado la forte competitività, Win Tre ha chiuso il 2017 con una crescita dell'1,2 % a 2,211 miliardi di euro e un profitto di 954 milioni.

Salari

Stop per lo stipendio con i contanti. Da domenica 1° luglio, infatti, datori di lavoro o committenti non potranno più corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, "qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato". Lo stabilisce il comma 911 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre. "Al datore di lavoro o committente che viola l'obbligo" si legge nel comma 913, si applica una sanzione amministrativa tra 1.000 e 5.000 euro. Quindi, ogni datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione, "nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: A) bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore; B) strumenti di pagamento elettronico; C) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; D) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L'impedimento - viene sottolineato - s'intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni".

Ottica

L'Italia è il primo fabbricante al mondo di occhiali con una cifra d'affari di 3,8 miliardi di euro nel 2017 (+ 2,9% rispetto al 2016). Il 90% di questa cifra, ossia 3,73 miliardi di euro, viene dalle esportazioni (+ 3,2% rispetto al 2016).

Il polo degli occhiali di Belluno in Veneto è uno dei più importanti e prestigiosi d'Italia. Esso riunisce 286 aziende che danno lavoro a circa 11mila persone, il tutto in una zona molto strategica del Paese. L'80% della produzione nazionale di occhiali proviene dalla regione di Belluno. La sua storia inizia nel 1878, con la creazione della prima officina a Calalzo di Cadore, in provincia di Bellino: da allora, ad eccezione di qualche altra officina a nord di Treviso, il polo si è radicato praticamente in tutta la provincia, posizionandosi tra i principali motori dell'economia locale. Il polo si articola attorno alla regione di Cadore, Agordo, Longarone, Feltre e del bacino d'Alpago. I suoi punti di forza risiedono nella produzione di occhiai da vista, da sole, piccoli oggetti, macchine e attrezzature di fabbrica, trattamenti per la zincatura, astucci e lenti a contatto. Il polo occhiali resta l'attività economica più importante della provincia di Belluno e bisogna riconoscere che è riuscito a resistere alla crisi economica che dura da più di 5 anni, soprattutto grazie al dinamismo e alla vocazione internazionale delle imprese. L'Italia è la seconda esportatrice mondiale di occhiali dopo la Cina. Nel 2017 la cifra d'affari nazionale nel settore era pari a 3,8 miliardi di euro (+ 2,9% rispetto al 2016). Il 90% di questa cifra, ossia 3,73 miliardi di euro, viene dalle esportazioni (+ 3,2% rispetto al 2016). Il numero di imprese produttive si assesta sulle 863 unità. L'attività in questo campo, che rappresenta 84 miliardi di euro nel mondo, aumenterà del 55% nei prossimi 5 anni per arrivare a 128 miliardi, di cui il 35% nel settore premium, ovvero occhiali da sole e lenti a contatto firmati da marche di lusso.

Design

Il design rappresenta in Italia un'industria composta da 29mila aziende, 48mila lavoratori e una cifra d'affari di circa 4,3 miliardi di euro. In questo settore, l'Italia conferma la sua leadership in Europa con il 16,2% delle 180mila imprese situate in seno all'Unione Europea. Nonostante la crisi e la concorrenza internazionale in ascesa, negli ultimi 5 anni il numero di lavoratori è aumentato dell'1,5% e la cifra d'affari del 3,6%. In termini numero di aziende, l'Italia occupa la terza posizione (dietro Regno Unito e Germania) per numero di impiegati, ed il secondo posto (dopo la Gran Bretagna) per cifra d'affari. Tuttavia il design non è legato solo all'estetica, ma anche alla capacità di risolvere problemi complessi, a partire dalla concezione di nuovi prodotti, all'identificazione di nuovi mercati, fino alla ricerca di nuovi significati. L'Italia è anche sul podio europeo per numero di brevetti di progettazione in 22 delle 32 categorie aggregate, previste dalla classificazione ufficiale di Locarno, compresi i prodotti alimentari, agroalimentari, tessili, mobili e prodotti per l'illuminazione. Si tratta di un sistema estremamente competitivo che, contrariamente ad altri settori, riesce comunque ad attirare i migliori talenti. Ciò viene confermato da numerosi designer internazionali che lavorano per i marchi made in Italy, ma anche dalla presenza di studenti provenienti da tutto il mondo negli istituti di formazione accademica. Non sorprende che la maggior parte di questi istituti si trovi a Milano, una delle città europee con la più alta concentrazione di scuole di design al mondo. Milano è anche la città italiana con il più alto numero di aziende di design (11% del totale nazionale), seguita da Torino e Roma.

Tessile

Nel 2017 l'esportazione di tessile e moda ha visto una crescita del 3,5% raggiungendo così i 30,5 miliardi. una dinamica positiva che interessa la parte "a monte" della catena di approvvigionamento e quella "a valle", entrambe cresciute rispettivamente dell'1,7% e del 4,5%. Da un punto di vista geografico, le esportazioni dirette verso l'Unione Europea sono aumentate del 4%, con Germania (+4%) e Francia (+2%) nella veste di principali mercati d'esportazione. La tendenza positiva del Regno Unito (+ 4,9%) e della Spagna (+ 5,6%) continua. Le esportazioni verso i Paesi non europei hanno registrato un incremento del 2,9%. In questo caso, gli Stati Uniti hanno invece visto una diminuzione (-1,7%), pur restando il terzo mercato in termini di importanza all'esterno della UE. Cina (+ 11,9%), Corea del Sud (+ 6,2%) e Russia (+ 10,9%) sono altresì in crescita. Sulla base della ricerca condotta dal Centro Ricerche di Confindustria Moda su un campione di 70 aziende che operano in ogni settori della catena d'approvvigionamento tessile, il 2018 continua sotto il segno positivo. Da gennaio a marzo 2018, le imprese intervistate hanno mostrato un aumento moderato delle loro cifre d'affari, con una variazione del 1,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Più precisamente, il tessile è aumentato del 3% mentre il settore a valle non ha superato il + 0,6%. Il mercato estero è rimasto ben dinamico tanto per le imprese tessili (+3,2%) che per quelle a valle (+2,6%).

TIM

Telecom Italia Mobile ha annunciato di avere informato il regolatore italiano delle comunicazioni dell’inizio del progetto di scissione volontario della sua rete fissa. TIM cui l'azionista principale è il gruppo media francese Vivendi, situerà la sua rete in un'impresa distinta, NetCo, che la controllerà integralmente. Nel suo comunicato, l'operatore italiano indica che NetCo disporrà delle sue risorse proprie e dei suoi effettivi, e che garantirà un trattamento equo a tutti gli operatori. TIM precisa che la creazione della nuova entità sarà conforme alle disposizioni "golden power", una regolamentazione destinata a proteggere da eventuali prese di controllo delle imprese giudicate strategiche. Con la scissione della sua rete fissa Internet, Telecom Italia raggiunge in questa stessa scelta l'operatore britannico.

Eni

Il gruppo petrolifero italiano ENI ha firmato agli Emirati Arabi Uniti l'acquisizione per 300 milioni di dollari di due quote del 5% nel campo petrolifero di Lower Zakum, e del 10% nei campi di petrolio sottomarino, di condensati e gas di Umm Shaif e Nasr, in cambio di 575 milioni di dollari. La spesa totale per il gigante italiano è di circa 875 milioni di dollari per una durata di sfruttamento di 40 anni. La cifra è tuttavia inferiore ai 934 milioni che Eni raccoglierà con Mubadala Petroleum, filiale del fondo sovrano locale Mubadala, il 10% della concessione sottomarina di Shorouk con che Eni controlla l'estrazione gigante di Zohr in Egitto. Gli accordi che hanno una durata di 40 anni, con effetto retroattivo al 9 Marzo 2018, sono stati firmati dal Sultano Ahmad Al Jaber, Direttore Generale del Gruppo ADNOC e Claudio Descalzi, Presidente di Eni, in presenza di Sua Altezza lo Sceicco Mohammad Bin Zayed Al Nahyan, principe erede di Abu Dhabi, e vice-comandante supremo delle forze armate e Paolo Gentiloni, primo ministro dell'Italia.

Ivano Baggio

Ivano Beggio, fondatore dell'azienda storica di moto Aprilia, è deceduto all'età di 73 anni. Nel 1968, ereditò di una piccola impresa di Noale (Venezia), di suo padre, trasformandola in un decennio, in un gigante dell'industria motorizzata delle due ruote e delle moto di corsa.Nel 1975, Beggio cominciò a costruire le moto da corsa e nel 1977 Aprilia vinse il campionato di corsa campestre italiana dei 125 e 250. Grazie alla sua "intuizione", la casa motoristica lanciò dei piloti che segnarono la storia del campionato. Due soprattutto: Valentino Rossi e Max Biaggi. Ma dalla sede di Noale è passato anche Jorge Lorenzo, Loris Reggiani, Marco Melandri, Alex Gramigni, Roberto Locatelli, Manuale Poggiali e ben altri. In totale, Aprilia ha ottenuto 56 titoli mondiali tra le categorie pilota e costruttori. Coi suoi 19 titoli costruttori, si classifica 4 tra le case più prestigiose di tutti i tempi.