Attualità

Premiere vision Paris
Première Vision è l’evento mondiale dedicato ai professionisti della filiera moda che si svolge due volte l’anno. Oltre 5500 metri quadri sono a disposizione per oltre 1700 espositori provenienti da 47 paesi. Ogni anno visitano l’esposizione oltre 60000 visitatori professionisti di 130 diverse nazionalità.
Un’offerta sempre molto ricca che permette ai professionisti del settore moda di trovare i prodotti corrispondenti a tutti i loro bisogni con un’ampia gamma di prezzi e di collaborare nella creazione delle rispettive collezioni.

Sono rappresentati i sei maggiori mestieri delle materie e dei servizi destinati alla moda mondiale:
Première Vision YARNS, per tutto ciò che riguarda i filati
Première Vision FABRICS, per i tessuti
Première Vision LEATHER, per la pelle
Première Vision DESIGNS, dedicato al design
Première Vision ACCESSORIES, che abbraccia tutto l’universo “accessori”
Première Vision MANUFACTURING, per le confezioni
L’obbiettivo principale di questo imperdibile evento è quello di associare creatività e business grazie alla costante ricerca dell’eccellenza.

Informazioni:
Salone Première Vision 2017
Parc des Expositions de Paris Nord Villepinte
19, 20 e 21 settembre 2017

Nicola Brandolese

Nicola Brandolese, capo della sezione retail di Luxottica ha lasciato il gruppo per unirsi a LVMH, previo un periodo iniziale da svolgersi presso Fendi. In un annuncio interno datato 19 maggio, LVMH comunica che, dopo aver trascorso qualche mese da Fendi allo scopo di apprendere le dinamiche del settore moda e pelletteria, Brandolese avrà fin dall'inizio del 2018 un ruolo di dirigente, non meglio specificato.
Assunto da Luxottica nel settembre 2012 come Chief Digital Officer, è stato presidente del retail del gruppo di occhialeria Agordo. Ancora prima, dal 2000 al 2008, era di ruolo a Sky Italia, da cui è poi uscito con il ruolo di vice-presidente esecutivo per il settore marketing e vendite. Secondo alcune ipotesi, l'ex-manager di Luxottica sarebbe destinato al business degli occhiali del gruppo del lusso francese in joint-venture con la marca veneziana di occhiali Marcolin, in ragione dell'arrivo di LVMH nel capitale del gruppo veneziano.
Secondo le indiscrezioni riportate da Bloomberg e citate in un rapporto di Mediobanca Securities, la decisione del gruppo Bernard Arnault farebbe parte della strategia per la successione dei dirigenti-chiave come l'amministratore delegato di Christian Dior Couture, Sydney Toledano (65 anni) ed il direttore generale di LVMH Antonio Belloni (63 anni).

Pop.Up

La società italiana di progettazione Italdesign, e il costruttore aeronautico europeo Airbus hanno presentato a Ginevra un modello di automobile volante chiamato Pop.Up.
Questo veicolo aereo modulabile ed interamente elettrico, è stato concepito per ridurre il traffico nelle megalopoli troppo affollate.
Airbus ha scelto di affidare la realizzazione del progetto al celebre studio di progettazione Italdesign, fondato alla fine degli anni '60 da Giorgetto Giugiaro, designer delle leggendarie Alfa Romeo, Maserati e della prima Golf.
Pop.Up è una capsula capace di contenere due passeggeri: la monoscocca in fibra di carbonio misura 2,6 metri in lunghezza, 1,4 metri in altezza e 1,5 metri di larghezza, secondo i dati tecnici di Airbus. Sono previste differenti configurazioni: nel suo utilizzo "terrestre", a questa capsula si aggiungono quattro ruote, mentre nella versione aerea si trasformerà in una sorta di drone, un veicolo elettrico ed autonomo.
I passeggeri devono soltanto pianificare il loro tragitto e prenotare il viaggio attraverso un'apposita applicazione, e Pop.Up si occuperà del resto. Il sistema suggerisce automaticamente la migliore soluzione di trasporto, in funzione delle conoscenze dell'utente, dell'orario, della quantità di traffico, dei costi, delle richieste di covetturaggio.
Dopo l'esposizione al Salone di Ginevra, le prime prove su strada sono attese per fine 2017. Pop.Up potrebbe essere commercializzata entro il 2030. Airbus investe 3 miliardi ogni anno per il settore ricerca e sviluppo.

Un esercito di 509.000 connazionali si è cancellato dall'anagrafe per trasferirsi all'estero per motivi di lavoro nel periodo 2008-2016. E' quanto risulta dal rapporto "Il lavoro dove c'è" dell'Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro. La prima meta degli italiani è la Germania, dove nel solo 2015 in 20.000 hanno trasferito la residenza; al secondo posto, "in forte crescita", la Gran Bretagna (19.000) e, in terza posizione, la Francia (oltre 12.000).
Dal 2008 al 2015 la disoccupazione nel Mezzogiorno "ha prodotto un aumento di 273.000 residenti al Nord e di 110.000 al Centro", con un totale di 383.000 persone andate via dalle regioni del Sud.
I flussi migratori più intensi vengono dalla Campania (-160.000 iscritti all'anagrafe dei comuni), Puglia e Sicilia (-73.000). Le regioni che hanno ricevuto il numero maggiore di cittadini: Lombardia (+102.000), Emilia Romagna (+82.000), Lazio (+51.000) Toscana (+54.000).

Le stime preliminari indicano che nel 2016 il Prodotto interno lordo ha registrato un aumento in linea con quello nazionale nel Mezzogiorno (+0,9%), lievemente inferiore nel Centro (+0,7%) e nel Nord-ovest (+0,8%) e superiore alla media nazionale nel Nord-est (+1,2%). Così l'Istat diffonde le stime preliminari, in cui sottolinea il "significativo recupero" del meridione, che già aveva segnato una performance positiva nel 2015. Ma stavolta spicca il risultato in netto rialzo del Nord Est.
La crescita dell'occupazione ha seguito quella del Pil a livello territoriale: al top la zona orientale dell'Italia settentrionale e in sofferenza le regioni centrali, dove il mercato del lavoro registra un aumento ma pari a meno della metà rispetto alla media nazionale. L'occupazione in Italia è cresciuta, nel 2016, dell'1,3%, con l'aumento maggiore nel Nord-est (+1,8%), seguito dal Mezzogiorno (+1,6%). Nelle regioni del Centro invece la crescita non va oltre lo 0,6%.

La Lombardia diventa l'hub mondiale del settore manifatturiero. “Un salto rivoluzionario per l'intera società", come lo definisce il presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Ribolla, organizzatore del 'Manufacturing Summit', insieme al Politecnico di Milano e Regione Lombardia. Un risultato che attesta la forza dell'industria manifatturiera e del know how della Regione.
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, ha sottolineato come la Lombardia sia la Regione italiana "più industrializzata" e come "la crescita delle fabbriche sia la precondizione per combattere disuguaglianze e povertà". Questo permetterà al manifatturiero di generare, come nel dopoguerra, ricchezza e benessere crescenti contribuendo ad eliminare le disuguaglianze e rendendo la Lombardia sempre più attrattiva.

Gli investimenti italiani in Francia hanno registrato un incremento del 68%, passando dagli 85 progetti nel 2015 ai 141 nel 2016. L’Italia realizza il suo migliore risultato degli ultimi dieci anni.

Come nel 2015, la Francia si riconferma la prima destinazione delle imprese italiane in Europa. Nel 2016 gli investimenti italiani in Francia hanno registrato un forte incremento pari al 68%, per un valore pari a 20,2 miliardi di euro.

Su 1117 progetti internazionali realizzati in Francia, ben 141 (13%) sono stati sviluppati da investimenti italiani. I nuovi progetti consentiranno di creare o mantenere 3228 posti di lavoro in Francia. A livello mondiale l’Italia si trova al quarto posto per creazione di occupazione, ma per numero di progetti sale in terza posizione dietro solo a Germania (191 progetti l’anno scorso) e Stati Uniti (182).

I progetti di investimenti italiani sono stati avviati su quasi tutto il territorio francese (12 regioni su 13). Tuttavia, due regioni accolgono la metà dei progetti di origine italiana : l’Ile-de-France, con il 29% dei progetti e Auvergne-Rhone-Alpes (23%). Provence-Alpes-Côte d’Azur (11%), Hauts-de-France (8%), Occitanie (7%), Pays-de-la-Loire (6%), Nouvelle Aquitaine (6%).

Le regioni italiane più attive sul piano della realizzazione dei progetti sono state la Lombardia (31,7%), il Piemonte (21,8%), l’Emilia Romagna (15,5%) ed il Lazio che registra una forte crescita (9,2%).

Tra i settori prevalenti degli investimenti italiani in Francia troviamo la lavorazione dei metalli (9% dei progetti italiani), macchinari (9%), agroalimentare (9%), consulenza e ingegneria (8%), trasporto e logistica (8%), profumeria e cosmetica (6%). Per quanto riguarda la natura degli investimenti italiani realizzati oltralpe, le attività di produzione rappresentano la parte preponderante (il 30% dei progetti), consulenza ed ingegneria (20%). Seguono poi i centri decisionali (16%) ed i punti vendita (13%).

Molto significativa la progressione delle attività di ricerca e sviluppo che permettono alle imprese italiane di classificarsi al terzo posto mondiale con il 10% dei progetti esteri avviati in Francia, dopo gli Stati Uniti e la Germania. Nel 2016, i progetti di creazione di nuovi siti rappresentano praticamente un progetto su due (50%), in leggero aumento rispetto al 2015 (46%).

Le acquisizioni di aziende francesi rappresentano il 13% dei progetti contro il 12% nel 2015. Sono invece in aumento i progetti di ampliamento di siti esistenti (37,3% contro 35%in precedenza).

Presenza italiana in Francia
In Francia sono presenti oltre 2.000 imprese italiane che impiegano oltre 100.000 persone. Tra i fattori determinanti che spingono le imprese italiane ad istallarsi in Francia, segnaliamo il credito d’imposta-ricerca, che permette alle imprese straniere di dedurre dalle loro imposte il 30% dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo. Altro fattore importante è il costo energetico, di gran lunga inferiore a quello sostenuto in Italia. E per finire ricordiamo l’offerta di servizi e infrastrutture di altissimo livello ed un ecosistema imprenditoriale internazionale che stimola la competizione e offre opportunità di confronto e di crescita.

Alcuni importanti gruppi italiani presenti in Francia

  • FCA Group
  • Generali France
  • Mondadori France
  • Leonardo-Finmeccanica (Ansaldo, Eurotorp, Space Alliance)
  • Fincantieri
  • Atlantia
  • Luxottica
  • Kiko Milano
  • Came France
  • Ferrero
  • Autogrill
  • Barilla

Dati: Business France, Ministère du Commerce extérieur, Douane

Il gruppo Fincantieri, unico gruppo ad aver rilevato presso il Tribunale di Seul, il 66,7% di Stx France, firma l’accordo con il governo francese per l’acquisizione dei cantieri navali Stx di Saint-Nazaire. Dopo aver conseguito nel 2016 di 4,4 miliardi di euro, Fincantieri prosegue nel suo obiettivo di crescita internazionale dando vita al primo gruppo cantieristico europeo.

Dopo mesi di intensa negoziazione, la Francia dà il via libera all’acquisizione dei cantieri Stx di Saint-Nazaire a Fincantieri. Il gruppo italiano centra l’obiettivo di creare un campione europeo della cantieristica navale, in grado di competere con i grandi del settore nel mondo come la Cina, la Sud Corea ed il Giappone.

Fincantieri sarà azionista di rifermento di Stx, ma di minoranza (per almeno 8 anni) con circa il 48% e farà spazio a un altro socio italiano indipendente, individuato nella fondazione CrTrieste, con un 5-6% del capitale.

L’azionariato francese sarà costituito dallo Stato francese, che conserva il 33,4% del capitale, e dal gruppo francese di cantieristica militare Dcns (Direction constructions navales et systèmes, detenuto al 62% dallo Stato e al 35% da Thales) con il 12%. Lo Stato conserverà inoltre, per vent’anni, un diritto di veto. E pure di vent’anni sarà quindi la durata del patto tra gli azionisti, anche se con un “controllo” dopo 12 anni.

I numeri di Fincantieri

  • Primo costruttore navale in occidente
  • 7.000 navi costruite in 230 anni
  • Presenza in 8 paesi
  • 19.200 addetti
  • 4,4 miliardi di euro di fatturato nel 2016 (+5,9% rispetto al 2015). Un terzo del fatturato è derivato dal settore militare mentre la metà dal settore crocieristico (MSC Crociere, Ponant, Viking)
  • 24 miliardi di ordinativi
  • 4 miliardi è il valore del contratto firmato nel 2016 con il Qatar